Si allarga lo scandalo per le tangenti che hanno portato all’arresto dell’ex presidente brasiliano Lula, accompagnato questa mattina in commissariato per essere interrogato sui fatti che lo vedono coinvolto nello scandalo Petrobras. L’accompagnamento coatto è stato disposto perché Lula, riporta il sito di Repubblica, si è rifiutato di andare a deporre: non è in stato i fermo in senso stretto, ma è stato fatto salire su un’auto senza insegne della polizia e condotto presso gli uffici della polizia federale dell’aeroporto di Congonhas. La sua posizione verrà chiarita nei prossimi giorni, intanto è indagato assieme a gran parte della sua famiglia per aver ricevuto tangenti in cambio di favori per la maxi multinazionale petrolifera di bandiera. Qualche giorno fa in occasione della festa del 36esimo compleanno del Partito dei Lavoratori, annunciando ai suoi collaboratori del rischio di questa inchiesta e che già aveva portato a 10 arresti negli scorsi giorni per persone sospettare di aver fatto lievitare il prezzo di alcuni contratti fra le loro imprese e la compagnia petrolifera di stato per pagare mazzette ai politici del Partito. Le accuse contro Lula sono una macchia enorme per un uomo che aveva incarnato le aspirazioni delle classi popolari brasiliani.

Notizia choc nel mondo politico internazionale: è stata arrestato Luiz Inacio Lula da Silva, o meglio conosciuto come Lula, l’ex presidente del Brasile nell’ambito della maxi operazione per lo scandalo Petrobras: il mandato di arresto è scattato questa mattina, quando è stata perquisita la sua casa ed è stato subito interrogato, assieme all’attuale braccio destro, Paulo Okamoto, presidente dell’Istituto Lula. Ma cosa è successo realmente? Nel mirino l’intero cerchio magico attorno all’ex presidente socialista, con 10 fermi e altri indagati nella sua famiglia, come la moglie Marisa Leticia e i figli Sandro Luis, Fabio Luis, Marcos Claudio, Luis Claudio, oltre ad altri esponenti del Partito dei lavoratori. Un vero terremoto per lo scandalo tangenti che sta facendo parlare tutto il Brasile e non solo: «ci sono elementi di prova che l’ex presidente Lula abbia ricevuto denaro proveniente dallo schema interno a Petrobras», lo affermano gli inquirenti in una nota distribuita alla stampa. L’inchiesta prende il nome dal colosso petrolifero statale che ha distribuito oltre 2 miliardi di dollari in mazzette ai politici del Partito dei Lavoratori, di cui Lula è il leader: il suo nome è stato tirato in ballo da alcuni testimoni e pentiti che per ricevere lo sconto di pena hanno rivelato alcuni segreti sull’operazione Petrobaso. Secondo la polizia sarebbero stati riciclati almeno 4,5 milioni di real, afferma Repubblica, circa un milione di euro per la costruzione di un anche e un appartamento fronte mare: questi sarebbero i benefici che l’ex presidente brasiliano avrebbe ottenuto da alcune imprese coinvolte nell’inchiesta sullo scandalo Petrobras.

Già accusato di corruzione con il sospetto di aver agevolato una azienda di costruzioni. La polizia ha fatto oggi irruzione nell’abitazione dell’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula. Il politico è stato anche condotto in commissariato per essere interrogato. Insieme a lui risultano indagate altre 33 persone mentre 11 mandati di cattura sono stati spiccati nelle ultime ore. Lula avrebbe approfittato della sua alta carica per favorire l’assegnazione di lavori alla Odebrecht, una holding brasiliana che si occupa di edilizia. Il figlio del presidente della Odebrecht era stato già arrestato mesi fa nell’ambito di un’altra inchiesta, quella per lo scandalo Petrobas, una holding petrolifera in cui sembra sia coinvolto anche Lula.